parco di Monte Mario
I sentieri dei sogni DSM ROMA C: Sentieri e percorsi di Montagnaterapia

Innanzi a tutto premettiamo che sentieri e percorsi dal 2004 sono stati per noi elementi inscindibili e che nella nostra storia si sono sistematicamente incrociati in modo da rendere difficile attribuire una priorità, anche soltanto storica, agli uni o agli altri. In altri termini l'intreccio e lo scambio tra pratica e teoria è stato realmente un elemento essenziale.
Noi iniziamo “casualmente” ad occuparci di montagna durante i nostri soggiorni estivi. Infatti notiamo ed apprezziamo che le passeggiate durante il soggiorno evidenziano, negli utenti e negli operatori, le caratteristiche di spirito di gruppo, mutuo aiuto, sollecitazioni psicofisiche ed emotive tipiche di quei risultati che più avanti scopriremo essere propri della montagnaterapia.
Da questo punto di partenza proviamo allora a sistematizzare il nostro percorso inserendoci in modo organico nel gruppo Senior della sezione CAI di Roma. Nell'autunno 2004, infatti, il gruppo Senior ci accoglie, ci guida e ci permette un'esperienza bimensile di trekking sui sentieri del Lazio e dell' Abruzzo, percorsi nella normale attività del CAI.
Questa gavetta ed il contestuale inserimento nel gruppo di Montagnaterapia del Centro Italia ci permettono un serrato confronto sulla pratica del trekking e sulla sua traslazione in un ambito clinico, terapeutico e riabilitativo. In altri termini impariamo ad alzarci all'alba, a coordinare logisticamente un gruppo di quindici persone, a motivarlo, a sostenere la fatica; al contempo a rispettare le singole individualità, comprensive delle proprie caratteristiche picopatologiche ed ad affrontare imprevisti e relazioni fuori da un setting classico, anche se di tipo riabilitativo, cui eravamo abituati.


Una prima messa alla prova delle capacità acquisite la affrontiamo nell'estate del 2005, percorrendo, per tre giorni, un tratto dell'Alta Via delle Dolomiti n°1da Braies a Fanes e ritorno.
E' la prima volta che facciamo un percorso senza il ritorno in giornata alla base. Siamo emozionati, fieri ed anche un po' intimoriti. Al rientro stanchi e soddisfatti.
Il nostro gruppo ed i singoli componenti hanno retto bene questa prova. A settembre ci riproviamo per tre giorni sul Gran Sasso.
Il gruppo in questa fase compie un salto, che serve a qualificarlo come vero e proprio gruppo di montagnaterapia; ciò avviene anche attraverso una selezione che  si opera non su base clinica, ma in funzione di caratteristiche personali, compresa quella ovvia della passione per qualcosa senza la quale le risposte alla fatica e ai disagi saranno comunque negative e non compensate dai risultati ottenuti. Questo bagno di normalità ci sarà molto utile nel sostenere e comprendere, durante il procedere dell'attività, i rifiuti, le resistenze, i ritiri ed il turn over. Infatti nell'anno successivo utilizzeremo le uscite con il CAI anche per far conoscere alle persone quello che facciamo nella totale libertà di poter scegliere di partecipare in modo continuativo e questo lo consideriamo un traguardo relativamente alla “coercizione della cura”.
L'estate del 2006 ci vede sempre sulle Dolomiti con un bel giro di cinque giorni con partenza da Moena e ritorno a Moena passando per il Vajolet, il Sasso Piatto e il Sasso Lungo. La miglior sintesi di questa esperienza è stato ciò ha detto una partecipante: “ho capito la differenza tra passeggiare in montagna e andare in montagna”.

  dolomiti
deserto  
La ripresa delle attività autunnali ed invernali con il CAI ci fa confrontare nel 2007 seriamente con i nostri limiti, con la montagna, con il gruppo nelle loro varie essenzialità. Un membro del nostro gruppo ha un incidente durante un escursione primaverile che investe totalmente gli aspetti sopra citati. Abbiamo bisogno di un momento di riflessione, di pausa e di rielaborazione che riusciamo a compiere durante l'estate a Cortina; la montagna infatti ci viene in soccorso, complice un persistente maltempo, imponendoci  spazi e tempi più circoscritti e rarefatti utili per una sosta.
Questo momento è un momento importante, ci sentiamo più adeguati e pronti. Il camminare è diventato esso stesso una riuscita; non siamo infaticabili, ma cominciamo a riconoscere la fatica, a saperla dosare a saperla apprezzare; il paesaggio sta diventando una scoperta e non solo un ostacolo; l'imprevedibile non solo una limitazione, ma anche una possibilità: il gruppo non solo un vincolo, ma anche una risorsa; la relazione terapeutica un legame paritario e non gerarchico.
Questi presupposti ci portano a testarci in un luogo insolito rispetto alla montagnaterapia, ma comunque in grande sintonia con essi.
Nell'autunno 2007 riusciamo ad organizzare e realizzare un trekking nel deserto del Marocco. Sei giorni in luogo evocativo, faticoso e diverso. Un viaggio ed una esperienza realizzata che è rimasta fortemente nell'immaginario di chi vi ha partecipato. Abbiamo camminato molto, siamo stati molto insieme e molto da soli il gruppo è molto cresciuto anche nelle singole individualità.
         

Il 2008 è stato inevitabilmente, dopo il Marocco, un anno di passaggio. L'impresa era stata fatta, bisognava ritessere la quotidianità dei sentieri che il gruppo Senior del CAI ci ha aiutato a ritrovare. Nell'estate siamo riusciti ha trovare un nostro “deserto “ in Sardegna con un trekking nell'Ogliastra; sei giorni di bivacco su e giù per il Sentiero Selvaggio Blu, ma ormai sapevamo come si faceva. Non sapevamo, però, quanto può essere forte l'insieme di mare e montagna separati, ma intrecciati dai nostri passi.
Siamo arrivati al 2009 in cui alla normale attività uniamo un trekking in Corsica sempre montagna e mare come in Sardegna, ma con la consapevolezza che non saranno gli stessi e neanche noi.

Nel 2010 e nel 2011 partecipiamo al Progetto Nazionale di “ Guadagnare Salute “ del Ministero della Salute e del Dipartimento della Gioventù Presidenza del Consiglio dei Ministri. compiendo tra l’altro due trekking  nell’Appennino Tosco Emiliano e in Liguria ed organizzando un corso di Orienteering con la collaborazione di gruppi Scout romani.

Sempre nel 2011 durante il soggiorno estivo sulle Dolomiti cominciamo ad approcciarci alla verticalità facendo brevi tratti di via ferrata; questo avvicinamento alla dimensione verticale lo esploreremo meglio durante l’anno 2012 con allenamenti in palestra e con uscite in falesia, dandoci grandi soddisfazioni nella concretizzazione di vivere la montagna anche con modalità finora non percorse.
Questa in breve sintesi è la mappa dei sentieri e dei percorsi compiuti dal nostro gruppo in questi anni; con una breve nota a margine: i sentieri che abbiamo percorso, per quanto impegnativi, erano tutti comunque segnati; il percorso è stato invece ed è una esplorazione continua fatta di scoperte, vicoli ciechi e riuscite nella speranza  che la traccia possa essere condivisa, pur nella consapevolezza dell'unicità degli individui dei gruppi, delle esperienze e della propria storia.
  ferrata
ferrata
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