parco di Monte Mario

Documenti

Dichiarazione di Madrid
Sottoscritta in occasione del Congresso Europeo sulla disabilità, Madrid, marzo 2002

Dichiarazione di Norcia – "Il Parco è di tutti. Il mondo anche": principi e impegni per la libertà di accesso alla natura e per la sua fruibilità
Approvata nel corso del Convegno internazionale "Il Parco è di tutti. Il mondo anche", Norcia, ottobre 2003

Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità
Adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, NewYork, dicembre 2006
Ratifica della Convenzione da parte del Parlamento italiano, marzo 2009

Strategia Europea per la disabilità 2010-2020
Un rinnovato impegno per un'Europa senza barriere, novembre 2010

L'accessibilità

Quando proponiamo un lavoro di ricerca e approfondimento sull’accessibilità dei contesti naturali parliamo di un certo modo di intendere l’accessibilità. La Risoluzione dell’Onu n.37/52 introduce il concetto di accessibilità dei contesti fisici come aspetto del diritto alle pari opportunità, anche il DMLP 236/89 che propone prescrizioni tecniche ai fini del superamento delle barriere architettoniche definisce l’accessibilità come possibilità di RAGGIUNGERE, ENTRARE E FRUIRE con sicurezza e autonomia dei luoghi. L’accento che un tempo era sulle strutture che facilitano l’accesso ai luoghi si sposta al processo di fruizione dei contesti.

In questo passaggio un significativo contributo a livello di idee e applicabilità è stato dato dall’Universal Design, una metodologia progettuale di moderna concezione e ad ampio raggio che ha per obiettivo fondamentale la progettazione e la realizzazione di edifici, prodotti e ambienti che sono di per sé accessibili, cioè utilizzabili da tutti, nella più larga misura possibile, senza necessità di adattamenti o di progettazione speciale. Se l’accessibilità non riguarda esclusivamente l’eliminazione di barriere, quanto piuttosto la promozione di un uso autonomo dei contesti, il punto di vista degli addetti ai lavori si orienta verso una centralità dell’utenza.

Nella nostra proposta l’attenzione è rivolta all’accessibilità di uno specifico contesto, quello dei parchi naturali. Questa iniziativa si pone in continuità con altri progetti portati avanti a livello nazionale e regionale sull’accessibilità delle aree protette.
L’idea è che attraverso la collaborazione con le realtà già esistenti e l’integrazione del lavoro portato avanti dai progetti realizzati finora, si possa costruire uno scambio in grado di sviluppare ed innovare il dialogo sull’accessibilità dei contesti naturali. Una scelta strategica in cui l’accessibilità è intesa come processo d’integrazione, continuo, flessibile e mai uguale a se stesso che necessita di un continuo lavoro di confronto e connessione.

Glossario

Accessibilità = possibilità, anche per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di raggiungere l’edificio e le sue singole unità immobiliari e ambientali, di entrarvi agevolmente e di fruirne
spazi e attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia.
[Decreto Ministeriale - Ministero Lavori Pubblici, 14 giugno 1989, n. 236, Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilità, l’adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell’eliminazione delle barriere architettoniche. ]
L’accessibilità può essere intesa anche in maniera più ampia come l’insieme delle caratteristiche spaziali, distributive e organizzativo-gestionali in grado di assicurare a chiunque l’accesso ai luoghi e alle attrezzature.

Fruibilità = Effettiva possibilità di utilizzazione di un ambiente o un’attrezzatura da parte di persone con disabilità seppur non esplicitamente progettati per tale scopo. Fonte:
[F. Vescovo, Barriere architettoniche, in Enciclopedia Italiana G. Treccani, XXI secolo, Settima appendice, Roma 2006, p. 178.]

Mobilità = Per mobilità si intende la capacità, l'abilità e la disposizione della persona ad affrontare in modo autonomo ambienti, spazi e situazioni, in condizioni di sicurezza, con sforzi compatibili rispetto al rendimento e all'obiettivo da raggiungere.
[F. Vescovo, "Obiettivo: progettare un ambiente urbano accessibile per una utenza ampliata", in: Paesaggio Urbano, n. 1, Maggioli, 2002.]

Progettazione universale e inclusiva (Design for All) = Per Universal Design si intende la progettazione di prodotti e ambienti utilizzabili da tutti, con una estensione più ampia possibile e senza bisogno di adeguamenti o di soluzioni speciali. Lo scopo è semplificare la vita per chiunque realizzando ambienti, mezzi di comunicazione e prodotti maggiormente utilizzabili da un più ampio numero di persone, riducendo al minimo o azzerando i costi aggiuntivi. Questo modo di pensare la progettazione ha come target di riferimento tutte le persone senza distinzione di età, sesso e abilità. Questo approccio si basa su 7 principi universali di utilizzo che servono a valutare i progetti esistenti, guidare i processi di progettazione ed educare designers e consumatori sulle caratteristiche di prodotti e ambienti meglio utilizzabili. Questi principi furono elaborati negli Stati Uniti dal The Center for Universal Design nell’ambito di un gruppo di lavoro costituito da architetti, designer e ricercatori di prodotti, ambienti e strumenti di comunicazione.
[ www.superabile.it]

Utenza Ampliata = insieme di individui “reali” a cui ci si rivolge o per cui si progetta.
Tale concetto mina alla base quello di “normalità” misurabile in precisi parametri fisiologici per arrivare a comprendere, invece, anche le fasce d’utenza portatrici di esigenze specifiche. In particolare, si riferisce a quanti si trovano in condizioni specifiche come disabili (motori, sensoriali e cognitivi) affetti da patologie temporanee o permanenti, progressive o regressive, congenite o acquisite, ma anche ad anziani, donne incinte, bambini e loro accompagnatori.
Il Progetto per l’Utenza Ampliata considera il rapporto uomo/ambiente in funzione della complessità dell’utenza “reale”, espressione delle molteplici e diversificate caratteristiche che l’essere umano può assumere o acquisire nel corso della sua esistenza. Cerca così di interpretare esigenze e bisogni impliciti ed espliciti espressi dal maggior numero possibile di soggetti, prendendo atto delle problematiche ad essi correlate.
[G. del Zanna, Progettare nella logica dell’Utenza Ampliata, in A. Arenghi (a cura di), Edifici storici – Turismo – Utenza Ampliata, Edizioni New Press, Como, 1999.]

Visitabilità = Si intende la possibilità, anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di accedere agli spazi di relazione e ad almeno un servizio igienico di ogni unità immobiliare. Sono spazi di relazione gli spazi di soggiorno o pranzo dell'alloggio e quelli dei luoghi di lavoro, servizio ed incontro, nei quali il cittadino entra in rapporto con la funzione ivi svolta.
[D.M.LL.PP. n. 236/89 e D.P.R. n. 503/9]